Capitolo 1 - Ricongiunzione
Dolce suono del liuto accompagna la voce melodiosa del menestrello.
“Venite… avvicinatevi… udite le mie parole e la mia storia… il Vostro menestrello canterà per voi…
… non so dirvi se è leggenda o realtà… ma ascoltatemi…
Questa è la storia di tre eroi: un vampiro a cui viene insegnato ad amare, una donna capace di amare una bestia, un sacerdote libero da sigilli; e di un mondo che stava per cadere nell’oblio.
Questa è una storia che parla di amori, dissapori, guerre, desideri, potere, oblio e resurrezione… State con me e gusterete il nettare che fluisce da un tenero bacio, urlerete per i boati delle battaglie, Vi meraviglierete della magia che satura tutto il creato…
Questa storia ha inizio in un giorno solare quando una donna, una nobile, di rosso agghindata, giunge in città ed ogni cosa sembra eclissare al suo passaggio. Di bellezza leggendaria, di carisma innegabile, avanza senza dar conto alla miriade di occhi che su di lei si posa, che la desidera, che la scruta e la giudica. Capelli lunghi dai riflessi mogano, fra i cui flutti navigano ciocche di perline rosa, adornano un volto regale e perfetto. Pendagli preziosi si insinuano fra le curve dei seni mentre una pietra risplende sulla sua fronte. Ella non cammina, ma vola leggera sul terreno poiché esso è troppo rozzo per permettergli solo di sfiorarle le calzature. Non importa di quegli occhi, non importa degli ubriaconi e dei rozzi che la vorrebbero per una notte… In fin dei conti potrebbe sgozzarli con tanta freddezza e sicurezza da non lasciargli neanche il tempo di accorgersi del trapasso…una persona, dall’oltretomba, avrebbe potuto testimoniarlo. Sta per ricongiungersi con suo fratello da tempo lontano. Non sa come egli è diventato nel fisico, nell’animo, sa solo che ciò che lei ha accettato per forza lui ha avuto il coraggio di rifiutare per seguire la propria strada. Sorride pensando al fratello che se solo volesse, per quanto a lei è concesso sapere, potrebbe sigillare la sua anima in un luogo senza tempo né dimensione. Il cuore batte, batte forte, in fondo le è mancato molto. Ricevuta in pompa magna avanza lungo la strada principale della città. Una città splendida. Volti sorridenti, famiglie felici, in ogni dove il verde la fa da padrone… E’ come camminare in uno dei leggendari villaggi elfici scolpiti direttamente negli alberi più maestosi, ma senza mai deturparne la bellezza o minarne la salute. Ci sono bambini che si fanno largo fra le gambe di coloro che sono giunti ad osservare chi fosse quel personaggio tanto importante per cui la stessa Gran Sacerdotessa si è scomodata, tanto da uscire dal suo tempio. Sorridono i pargoli e rimangono basiti alla vista di tanta bellezza, chiedendosi se la donna che stanno osservando è un angelo o solo una meravigliosa apparizione. Qualcuno fra loro già fa lo spavaldo dichiarando che quando sarà grande la sposerà. Ella sente le loro voci ed i loro sguardi, e sorride a coloro che sa un giorno saranno chiamati a salvaguardare quella città ed i loro abitanti. Osserva, lo sguardo si posa ovunque in quella meravigliosa città. In lontananza si vede il baluginare di un lago scosso dalla tenue e tiepida brezza che spira ed ella si ripromette di recarvisi appena può. Non sa da quanto cammina, ma finalmente è giunta nel luogo dove risiede il sangue del suo sangue.
E’ lì, sulle scale della reggia, ad attenderla guardandola con uno sguardo duro ma da cui trapela la gioia di rivederla. E’ impossibile non capire che sono fratello e sorella, gli stessi tratti anche se quelli di lui sono più duri. Egli si erge nella sua figura alta e scolpita con il suo sguardo azzurro cielo. Penetrano in quel glorioso edificio che risplende della magnificenza degli avi, della ricchezza che la città è stata in grado di produrre, di quel gusto raffinato in ogni evoluzione delle colonne, dei pavimenti di marmo, del corrimano della scala al centro della grande sala, in ogni onda delle tende di seta, in ogni piega dei letti a baldacchino nelle camere al piano superiore, nella morbidezza di ogni cuscino foderato di velluto e pizzo. Per chiunque vi entrasse era come essere alle porte del paradiso, perché cotanta bellezza poteva risiedere solo alle porte di esso… e quella meravigliosa lady in quel giorno giunta ne era la degna custode. Eppure ella non diede un minimo segno di meraviglia o di apprezzamento… Ella abituata a ben più di questo… La sacerdotessa si accosta ai due fratelli e con la sua estrema eleganza e con un religioso contegno si allontana da loro “Vi lascio soli… è giusto che sia così dopo tutto il tempo che avete passato lontani. Se aveste bisogno di me sarò nelle mie stanze”. I due la ringraziano per essersi accommiatata con un leggero cenno del capo e poi si incamminano verso il giardino posteriore dove possono godere di quella meravigliosa giornata, del silenzio e della solitudine a loro concessa.
Passeggiavano fra le ombre degli alberi che si stagliavano sopra di loro formando un breve ma incantevole sentiero fra l’infinità di cespugli di rose multicolori, fiori profumati, volute create nell’erba e statue ricavate da folti ed enormi cespugli. Si fermano ed il ragazzo avvolge sua sorella in un tenero abbraccio, di rimando lei si limita a scompigliare i rossicci capelli di lui. Finalmente uno dei due prende la parola
"E tu cosa ci fai qui, maledetta serpe?!"
"E' sempre molto bello sapere che mi ami ancora, fratello!"
"Adesso porterai le truppe di papà qua, sei sempre la solita scema Eris!"
"Già, si è domandato più volte dove tu fossi. Ma non m'importa, mi ero stancata della vita a Corte. Sempre tutti gentili, riverenti, «Signora mia qua, Signora mia là...» ... dovevo cambiare aria o sarei scoppiata e avrei sgozzato tutti!"
Il ragazzo abbozzò un sorriso conoscendo bene la sorella ed il suo passato…
"Mi mancavi, qua sono tutti monotoni, ho liberato dal sigillo un cavaliere delle lacrime, è stato molto eccitante"
"Di un po', fratellino - chiese con sottile curiosità - alla fine sei riuscito nel tuo intento? Hai fatto progressi negli studi Sigillatorei o ti hanno cacciato subito dall' accademia per cattiva condotta?"
"Ovvio che si..adesso posso liberare dai sigilli qualsiasi cosa, se volessi potrei rinchiudere le divinità..."
Un momento di silenzio si fa largo, e le preoccupazioni prendono il sopravvento mentre i toni cambiano
"Ti ricordi di Seyu e Rei? Beh andiamo a casa loro, tutto ciò è molto strano..."
"Non credo di rammentarli con chiarezza... chi sarebbero?"
"...Seyu morto e Rei scomparsa...non mi convince molto la cosa,te piuttosto come và con i sogni?"
"Oh, insomma Devid!! Possibile che in tutti questi anni la tua sordità sia aumentata a tal punto?? Vuoi ascoltarmi e rispondere alle mie domande? E poi dovrei parlare con te e la Somma Joel, urgentemente!"
Nascosto, nell’ombra più nera , sotto un pesante cappuccio nero che sembra amplificare l’oscurità che lo cela… sta un uomo… ascolta nonostante la distanza… poi si dilegua… la notte porta il suo vessillo…



